Se la destinazione è tale che, per lontananza fisica, culturale o linguistica, ne sappiamo poco o nulla, la pianificazione deve partire da una micro-guida di viaggio.

Questa ci permette di risparmiare tempo, denaro ed energie aiutando a identificare i punti salienti del nostro viaggio in termini di località da visitare, organizzazione e costi.

Località

Immaginare è creare con semplicità. La micro-guida aiuta a personalizzare i percorsi tasaurizzando il tempo dei preparativi.
Immaginare è creare con semplicità. La micro-guida aiuta a personalizzare i percorsi tasaurizzando il tempo dei preparativi (Foto autentica di Annamaria, Nuova Zelanda 2015).

Spesso, soprattutto se la meta è all’estero, ci troviamo di fronte a nomi di luoghi impronunciabili o di cui facciamo fatica ad identificare la pronuncia (che è fondamentale sapere, invece, quando chiediamo informazioni sul posto). Con queste difficoltà di pronuncia (immaginate la Cina, la Russia, il Vietnam), come facciamo a dare importanza a un luogo piuttosto che a un altro per pianificare il nostro itinerario con una guida, corposa e dettagliata, che manca di sintesi? E come riusciremo a memorizzare tutti, o anche solo una parte, di quei luoghi per poterne parlare al nostro rientro senza dover ricorrere alla cartina o all’indice della guida? Prima di partire abbiamo bisogno di chiarezza, solo con questa potremo arricchire l’itinerario sposando i nostri gusti e desideri con le informazioni sempre più dettagliate che raccoglieremo intorno allo schema di partenza.

Organizzazione

Una micro-guida essenziale ma responsabile mi dà subito l’idea delle difficoltà che potrei incontrare in un viaggio e mi farà capire:

– Da un colpo d’occhio alla lunghezza delle informazioni sui documenti richiesti, il grado di apertura burocratica e la natura dei rapporti diplomatici con l’Italia (una guida responsabile deve indicare i costi ma sempre rimandare agli uffici consolari, vista la frequenza di modifiche a tale tipo di norme);

– Dalla politica di cambio della valuta, se e quanto dovrò avere con me in contanti;

– Dal livello di diffusione dell’inglese, se dovrò scaricarmi un app con un dizionario della lingua locale;

– Dalla rete dei trasporti, se dovrò prenotare un hotel che offre lo shuttle aeroportuale o se invece il taxi mi servirà solo in caso di arrivo la sera tardi ove non abbia trovato posto in un hotel presso l’aeroporto; e se per i trasporti locali sarà più conveniente un biglietto giornaliero o per quelli nazionali sulle lunghe distanze sia da preferire un volo a una lenta corriera inaffidabile;

– Dai giorni di chiusura dei musei, se dovrò anticipare o scambiare una visita e se potrò risparmiare qualcosa visitandoli in determinate giornate o fasce orario.

Costi

Una micro-guida non vi confonderà con la segnalazione dei range di prezzo dei ristoranti (ognuno mangia quello che vuole spendendo quello che può) e punterà solo sulle due voci che incidono di più sui costi finali: trasporti e hotel (e visti, se urgenti o incisivi nei costi per particolari Paesi). Sugli ingressi vi darà solo un’idea dei prezzi medi e vi segnalerà quelli principali.
Sono queste le informazioni essenziali per capire se il viaggio rientra nel vostro budget.

Sì. Io rispetto gli autori delle microguide, che mi indicano l’essenziale in poche righe senza confondermi le idee con aneddoti o informazioni storiche che approfondirò da sola se e quando interessata. Less is more.

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Annamaria è una fotografa anarchica nel senso che non sa fotografare e non aspira alla carriera, ma ama viaggiare e, nel tentativo di fissare negli occhi l’anima dei luoghi visitati, scatta ogni volta migliaia di inutili foto alla ricerca del momento topico. Insegna, con più impegno e fortuna, lingua e letteratura inglese presso un liceo della riviera adriatica (trascorrendovi la stagione invernale visto che d'estate preferisce viaggiare). Nel 2015 ha concluso il giro dei 5 continenti, visitando, tra l’altro, Singapore, il Vietnam, l’Australia e la Nuova Zelanda.

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