Questo post non presenta bilanci, riflessioni, messaggi augurali, oroscopi, sondaggi, consigli e neanche wishlist per i prossimi viaggi. Per me il 2016 è volato, non ho avuto il tempo di fare bilanci, di riflettere come avrei dovuto, di costruire una formula di auguri originale per il nuovo anno, di credere all’oroscopo, di mettere a punto il sondaggio che avrei voluto per i lettori del mio blog, e per questo non me la sento neanche di dare consigli e stilare una wishlist per il 2017. Capisco solo che alcuni anni passano più velocemente di altri, come un’addizione di momenti che la mente resetta all’atto della somma e il cuore trattiene in una forma nuova, superiore, che si chiama lezione di vita. Se veramente appresa, questa lezione ci conduce per mano verso la speciazione culturale, ovvero ciò che ci rende orgogliosamente unici al mondo. Ogni spostamento in questo aiuta. Per questo motivo viaggio più che posso, più lontano che posso, più a lungo che posso e ringrazio il 2016 che mi ha fatto svegliare sotto un vento gelido in Grecia, vedere la neve d’aprile a San Pietroburgo, ritornare in Florida d’estate, visitare le fiorite Vancouver e Victoria, percorrere in auto tutta la California, dallo Yosemite a San Diego, e ammirare i Mammoth Lakes, il Gran Canyon, la Death Valley e Las Vegas, fino a sorvolare le mitiche Hawaii circumnavigando Maui e O’ahu in mezzo al Pacifico.

Mahalo 2016, Aloha 2017!

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Annamaria è una fotografa anarchica nel senso che non sa fotografare e non aspira alla carriera, ma ama viaggiare e, nel tentativo di fissare negli occhi l’anima dei luoghi visitati, scatta ogni volta migliaia di inutili foto alla ricerca del momento topico.
Insegna, con più impegno e fortuna, lingua e letteratura inglese presso un liceo della riviera adriatica (trascorrendovi la stagione invernale visto che d’estate preferisce viaggiare).
Nel 2015 ha concluso il giro dei 5 continenti, visitando, tra l’altro, Singapore, il Vietnam, l’Australia e la Nuova Zelanda.