Ermitage, aprile 2016.
Ermitage, aprile 2016.

Non con i viaggi organizzati che la abbinano a Mosca in poco più di una settimana e men che meno con le escursioni giornaliere proposte dalle crociere nei mari del Nord si possono scoprire e veramente amare le architetture pastello di San Pietroburgo.

San Pietroburgo  è una città in cui bisogna vivere e perdersi per almeno 10 giorni.

1 – Un giorno intero, e non ne basta uno, per soffermarsi sui 4,5 km della prospettiva Nevskij – dalla Piazza del Palazzo all’ultimo tratto che curva fino a puntare sul Monastero di Aleksandr Nevskij – e seguire il numero crescente dei civici dove la strada più rinomata e romanzata della Russia sfoggia:

  • a destra, dopo il fiume Mojka da solo attraversato da ben 15 ponti, la Cattedrale di Nostra Signora di Kazan’;
  • dirimpetto, al n. 28, la libreria Dom Knigi (La Casa del Libro) sul canale Griboedov, da cui si scorge la stupenda chiesa del Salvatore sul Sangue Versato;
  • di nuovo a destra, al n. 35, i lunghi portici del Gostinyj Dvor che si estendono lungo un perimetro di 1 km – un tempo bivacco dei mercanti e luogo per la concia delle pelli,  ancora in epoca postsovietica un riferimento per gli acquisti della gente comune e oggi il luogo dove poter acquistare qualche oggetto di artigianato interessante;
  • proseguendo a destra l’imponente edificio biancogrigio della Biblioteca nazionale Saltykov-Ščedryn (con un fondo di oltre 37 milioni di esemplari di opere di stampa e altre risorse) e la statua di Caterina II negli omonimi giardini davanti al teatro Aleksandrinskij, sul cui retro sostare qualche minuto davanti alla via dell’architetto Rossi, dove la prospettiva geometrica si fa più chiara e stringente;
  • poi, tornando verso il Nevskij Prospekt, ecco il palazzo Aničkov, donato da Caterina II al proprio favorito Potëmkin;
  • sulla sinistra, al n. 56, l’emporio di gastronomia che porta il nome dei fratelli mercanti Eliseevskij, di ottocentesca memoria, e più avanti il canale del fiume Fontanka, su cui sorge il ponte Aničkov con i suoi quattro cantoni equestri;
  • al n. 69 sulla destra la bella stazione Majakovskaja all’angolo di via Marat nel quartiere degli artisti, prima di raggiungere Ploščad’ Vosstanija (con l’obelisco che celebra la fine dell’assedio di Leningrado) e il Monastero Nevskij (se volete seguire la direzione di questa microguida, sappiate che ci sono 6 stazioni della metropolitana che servono la Prospettiva, voi iniziate da quella dell’Ammiragliato!)

2 – Un giorno per l’Ermitage, da mattina a sera, perché noi non siamo uno di quegli anonimi 30.000 (nei mesi estivi!) visitatori al giorno mordi-e-fuggi del museo più bello del mondo, noi non ce ne andremo finché non suonerà per tre volte la campanella della chiusura (e, se non lo visiteremo il primo giovedì del mese quando è gratis o non avremo trovato offerte sul biglietto lo visiteremo di mercoledì o venerdì, quando la chiusura è posticipata alle 21), per poterne ammirare i capolavori custoditi nei 5 edifici del Palazzo d’Inverno-Grande-e-Piccolo Ermitage-Nuovo Ermitage-Teatro dell’Ermitage senza mai perdere di vista le volte affrescate e salire e scendere regalmente per gli scaloni di marmo bianco di Carrara rientrando nei saloni per fissare come automi gli intarsi dei parquet in basso e sbirciare dai finestroni altissimi la piazza della Rivoluzione, i giardini interni o le guglie dorate e i muri gialli della Fortezza di Pietro-Paolo.


3 – Un giorno per la Fortezza di Pietro-Paolo appunto, quella sulle banconote da 50 rubli che rappresenta la cittadella fondata da Pietro il Grande nel 1703 sull’isola delle Lepri e costruita sui disegni di Domenico Trezzini. Lì si ripassa la storia visitando le tombe degli zar e le prigioni e poi sempre lì, varcato l’arco, starsene sul lungofiume a fotografare il profilo schiacciato e compatto degli ensemble architettonici di ogni cartolina di San Pietroburgo che si rispetti, quel rosa-verde-arancio-celeste-grigio chiaro riflessi nella Neva; usciti di là, andarsene a fotografare i 32 metri delle rosse Colonne Rostrate sull’isola Vasilevskij ognuna delle quali rappresenta con una statua uno dei 4 grandi fiumi russi: Volga, Dnepr, Volchov e Neva.


4 – Un altro giorno per ammirare il verde menta sfacciato delle colonne di malachite della cattedrale di Sant’Isacco e dalla cupola, tra le colonne di granito rosso della Carelia, gettare lo sguardo giù sulla piazza di Sant’Isacco con il monumento a Nicola I e sugli hotel Angleterre (dove si tolse la vita il giovane e bellissimo poeta Esenin, già divorziato dalla ballerina Isadora Duncan…) e l’Astoria (che servì come ospedale da campo durante l’assedio e nel cui giardino d’inverno Hitler sognava di poter tenere il banchetto della vittoria). Dall’altro lato la Piazza del Senato (o dei Decabristi) verso cui ci dirigiamo girando intorno al Cavaliere di Bronzo, la statua equestre che la scritta in cirillico e latino informa essere stata dedicata da Caterina II a Pietro I il Grande, il quale rivolge lo sguardo sull’Europa. Di qui passare davanti all’austero Ammiragliato, voltando lo sguardo a sinistra dall’altro lato della Neva sulla biancoverde Kunstkamera (il primo museo della Russia) per poi puntare di nuovo sulla Piazza del Palazzo, prendere a destra sotto l’Arco trionfale e tornare sulla Prospettiva Nevskij all’ora della funzione nella cattedrale della Madonna di Kazan’, oggi gremita di fedeli ma ancora vent’anni fa museo dell’ateismo… che impressione la coda delle donne e degli uomini che attendono di baciare l’icona che salvò la città dall’assedio!


5 – Un giorno per conoscere ciò che fu di Leningrado durante la seconda guerra mondiale, per i commoventi luoghi dell’assedio durato quasi 900 giorni e il cimitero Piskarëvskoe, e concludere la giornata passando ad ammirare l’edificio palladiano dello Smol’nyj, l’educandato progettato da Quarenghi e in cui studiò anche la regina Elena di Montenegro, oppure visitando la Chiesa di San Nicola prima di un balletto nel vicino teatro Mariinskij o, se si è fuori stagione, un concerto della Filarmonica.


6 – Un giorno da dedicare alla Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato che i turisti ricordano di più, perché più russa nel profilo dei bulbi policromi delle sue 5 cupole, e che fu eretta sul luogo in cui fu assassinato lo zar Alessandro II davanti al Giardino Michajlovskij e al Campo di Marte dove la fiamma perenne ricorda i caduti della Rivoluzione… e per trascorrere qualche ora al Museo Russo che sorge davanti alla statua del poeta Puškin e ammirare i maestri della pittura russa; infine, cartina e romanzo alla mano, passare dai luoghi di “Delitto e Castigo” inclusi i canali come la Fontanka, la piazza Sennaja e la casa-museo di Dostoevskij nei pressi del grande mercato coperto.


7 – Un giorno per recarvi nella città di Puškin a 25 km a sud-est di San Pietroburgo, dove sorge il liceo frequentato dal poeta e, vicino, biancoceleste palazzo di Caterina (I) con la celeberrima camera d’ambra nel villaggio di Carskoe Selo.


8 – Un altro per i palazzi opulenti, le fontane, le cascate e i giardini di Petergof, che tra un gioco d’acqua e un’aiuola vezzosa finiscono nel golfo di Finlandia.


 9 – Uno, a 4 km a sud-est di Puškin, per Pavlovsk (con i suoi parchi meno impostati, e forse più moderni, il palazzo fu fatto costruire da Caterina II per suo figlio Paolo e fu molto amato dalla buona società russa che trasformò la stazione in una sala da concerti per musicisti del calibro di Liszt o Schumann) oppure per Oranienbaum (regalato da Elisabetta al nipote il futuro zar Pietro III, fu bombardato ma non preso dai nazisti durante la seconda guerra mondiale) o ancora per Gatčina (un palazzo fatto costruire dalla sposa di Pietro III per il suo amante il conte Grigorij Orlov).


10 – Uno, l’ultimo, per girare nei sotterranei della città alla scoperta delle 5 linee rossa-blu-verde-giallo-viola delle stazioni della metropolitana, con motivi e disegni architettonici una diversa dall’altra e le scale mobili così profonde da far sembrare interminabile ogni discesa e risalita, e poi riemergere magari sul Campo di Marte e tornare a rivedere un’ultima volta i luoghi che ci sono piaciuti di più.

 §

Ho preso l’aereo per la prima volta per andare a San Pietroburgo vent’anni fa e vi ho trascorso tre mesi della mia vita per svolgere delle ricerche, poi ci sono tornata brevemente anche con la mia famiglia, e quest’anno ho accompagnato i miei studenti per una settimana. Si sono letteralmente commossi nel vedere i luoghi della civiltà, lingua e letteratura che stanno studiando, così come vent’anni fa ebbi la pelle d’oca anch’io quando il marito di Nataša, la mia padrona di casa, senza dirmi niente, subito dall’aeroporto di Pulkovo mi volle portare a vedere l’emiciclio della Dvorcovaja Ploščad’ (Piazza del Palazzo, quella della Rivoluzione) sul retro del Palazzo d’Inverno. Se oggi però dovessi scegliere un “divertimento” soltanto tra quelli possibili a San Pietroburgo, non avrei dubbi: mi perderei nella rete dei cortili di passaggio dei quartieri centrali, quelli non ancora chiusi da cancellate elettriche e citofoni dalle misteriose combinazioni alfanumeriche, tra gli androni a doppia uscita dei caseggiati che aprono una via di fuga a chi l’ha fatta grossa, come Raskol’nikov in Delitto e Castigo, e sbucano ora su un canale ora sul Nevskij, inseguendo in una notte bianca le prospettive del sogno petrino che fu.

“Pietroburgo – io ti conosco fino alle lacrime, fino alle vene, alle ghiandole gonfie di un bambino”.

(Osip Mandel’štam)

San Pietroburgo. Ma quanto mi costa? Le info di viaggio essenziali e ragionate.

Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, aprile 2016.
Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, aprile 2016.

Quello a San Pietroburgo, ipotizzando la partenza nell’estate del 2017, è un viaggio abbordabile, considerando 600€ per 10 giorni. In Russia, però, conviene arrivare preparati: prima di partire prendete informazioni riguardanti la mentalità russa e non solo istruzioni su come muoversi e comunicare. Con uno sforzo in più, leggete qualche racconto ambientato nella città: La Prospettiva Nevskij e Il Cappotto di N.Gogol’ o Le Notti Bianche di F.Dostoevskij; se avete più tempo, di quest’ultimo anche Il Sosia e Delitto e Castigo.

Telefono, mappe e comunicazioni
Il wifi è diffuso, potete quindi comunicare attraverso skype o whatsapp. Se installate sul vostro smartphone 2GIS, la mappa funziona offline e vi fornisce informazioni aggiornate e di prima mano praticamente su tutto quello che c’è da sapere una volta sul posto.

Documenti 
Avvertenza. 
1 Consultate direttamente i siti delle Autorità consolari della Federazione Russa in Italia http://www.rumilan.com/article.sdf/it/vistiital/turistico-it (Milano) e http://www.rusconsroma.com/index.sdf?lang=it (Roma)
2 Prima di leggere le informazioni sui due siti e quelle riportate di seguito a titolo indicativo, ricordate di controllare meticolosamente i dati che trasmettete per ottenere il visto e, una volta rilasciato, quelli su di esso registrati, pena il respingimento alla frontiera russa.
Passaporto con validità residua di 6 mesi dalla scadenza del visto.
Visto d’ingresso turistico per soggiorni fino a un mese (se non d’urgenza i diritti consolari costano 35€, ma essendo necessario un intermediario si va dai 70€ ai 100€). Si ottiene dalle Autorità consolari russe in Italia per il tramite di Enti statali italiani, Ambasciate straniere e Rappresentanze di organizzazioni internazionali in Italia. Per una rapida idea dei costi:
– il passaporto,
– una copia della conferma dell’accettazione del turista straniero contenente: (i) i dati anagrafici del turista (nome/luogo/data di nascita), il numero del passaporto e da chi e quando è stato rilasciato; (ii) le date di partenza e di ritorno del turista; (iii) il timbro dell’albergo o della compagnia turistica russa e la firma del responsabile con l’indicazione della sua carica e del suo nome completo (attenzione: la conferma dev’essere fornita da una compagnia turistica russa o da un hotel russo che siano registrati presso il Ministero degli Affari Esteri della Russia e abbiano il rispettivo numero di riferimento assegnato dal MAE)
– 2 foto (6-8€) secondo gli standard dettati dal Consolato,
– il modulo di richiesta di visto,
– modulo consolare di registrazione compilato e firmato,
– una polizza di assicurazione per tutto il periodo del soggiorno in Russia.
Passaporto e visto vanno portati sempre con sé (meglio se in fotocopia). Scannerizzate/fotografatene una copia e autospeditela al vostro indirizzo di posta elettronica per averla ovunque sempre con voi.
Se si viaggia con un disabile, il visto è gratuito.

Trasporti
Volo Roma (o altre partenze)-San Pietroburgo 12-23 luglio non più di 250€.
Transfer dall’aeroporto. Bus e minibus vi portano dalla stazione della metropolitana Moskovskaja all’aeroporto di Pulkovo: i bus sono 39 e 39Ex, il minivan è il K39. Prezzo fisso 40 rubli (qualcosa come 0,60 €)
Metropolitana: il “gettone” (35 rubli ovvero 0,50 €) consente una sola corsa, per cui non viene stampato il biglietto. Disponibili carte per 10 corse che consentono di evitare le code e mensili al costo di 2690 rubli (38€), in tal caso munirsi di fototessere. Informarsi sugli orari di funzionamento se si prevedono corse mattutine o intorno alla mezzanotte.
Attenzione alle linee degli autobus: potreste trovare a fatica la vostra fermata anche se parlate russo, perché molti autisti vengono da regioni del Caucaso e non sono russi.
I taxi non sono costosi, ma ancora si distinguono in ufficiali e non. Il taxibus, contrassegnato dalla lettera K e detto maršrutka, consente un ulteriore risparmio proprio perché è collettivo.
Trasporti per le residenze estive fuori città sotto i 3 € a.r.

Pernottamenti
Premesso che a San Pietroburgo per 3 mesi o 1 giorno o 1 settimana non mi sono mai dovuta preoccupare dell’alloggio, avendoci sempre dormito gratis, ho comunque calcolato che per 11 pernottamenti, se ci si accontenta del bagno in comune, ci sono soluzioni con ottime recensioni su booking.com tra 110€ e 221€ in due per 11 notti, ma anche qualche camera doppia con bagno privato e colazione a 186€ (tasse escluse) valutata con punteggi superiori a 7,5 tuttavia non cancellabile (un po’ presto fare previsioni per la prossima estate), il che vuol dire 100€ circa a persona.

Ingressi a musei e visite
Vediamo, senza considerare riduzioni per anziani o giovani, se ci conviene la “Petersburg Card”  2/7 giorni da 3.200 a 5.500 rubli equivalenti a un massimo di 75€:

Ermitage – gratis il primo giovedì di ogni mese (600 rubli o 8,5 €)
Fortezza di Pietro-Paolo (600 rubli o altri 8,5 €)
Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato (250 rubli o 3,5 €)
Cattedrale di Sant’Isacco (250 rubli o 3,5 €)
Museo Russo di Stato (da 450 a 600 rubli, a seconda del numero di complessi d’arte che si desidera visitare, ovvero da 6 a 8,5 €)
Palazzo di Caterina (1000 rubli + parco 120 rubli senza ingressi ai padiglioni ovvero 14€ + 1,6€) e Liceo Puškin (200 rubli o 2,7 €)
Petergof (700 rubli o ca. 10 €).
Monumenti dedicati all’assedio pochi euro.

Ricordiamoci che la Petersburg Card, acquistabile online dove ci sono puntuali informazioni su come raggiungere ciascuna delle attrazioni incluse, dà accesso a molte più attrazioni di quelle elencate, compresi i tour in battello e l’aliscafo per Petergof e gli hop-on-hop-hoff per girare la città, e che consente l’ingresso preferenziale lì dove ci sono le code (infinite d’estate) alle biglietterie, ma anche che dura 7 giorni. A voi la scelta, tenendo conto che il Balletto al Mariinskij ne è ovviamente escluso (per darvi un’idea, per Samson i Dalila con cui si apre la nuova stagione giovedì 30 settembre 2016, è possibile oggi acquistare biglietti da 1200 a 4000€, cioè da 16€ a 55€ – se potete, investite su un balletto al Mariinskij, è un’atmosfera magica!).

E allora 250€ per il volo +
100€ per il visto +
25€ per i trasporti, inclusi i transfer da e per l’aeroporto e quelli fuori città +
100€ per 11 pernottamenti +
75€ per le visite +
55€ per il posto migliore a teatro

il totale quanto fa?

605€ escluso il vitto, che presso una buona столовая (stolovaja) fissate questi caratteri e leggete stalòvaya) non vi costa più di 5€ a pasto bevande incluse, e…

счастливого пути, buon viaggio!

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Annamaria è una fotografa anarchica nel senso che non sa fotografare e non aspira alla carriera, ma ama viaggiare e, nel tentativo di fissare negli occhi l’anima dei luoghi visitati, scatta ogni volta migliaia di inutili foto alla ricerca del momento topico. Insegna, con più impegno e fortuna, lingua e letteratura inglese presso un liceo della riviera adriatica (trascorrendovi la stagione invernale visto che d'estate preferisce viaggiare). Nel 2015 ha concluso il giro dei 5 continenti, visitando, tra l’altro, Singapore, il Vietnam, l’Australia e la Nuova Zelanda.