Prima di addentrarmi in questo post, premetto subito che sono vegetariana e non posso soddisfare la vostra curiosità circa il sapore della carne di canguro;
Premetto anche che nonostante le mie scelte alimentari l’odore della carne non mi disturba mai, né se cotta al forno né se bollita al ragù o arrostita.

Ma se c’è un odore che mi ha impregnato molestamente le narici durante il viaggio “on the road” nell’outback australiano è quello della carne di canguro saltato oltre le recinzioni e schiacciato sull’asfalto dalle (neanche troppe) auto in corsa.
E se non posso descrivervi il sapore e non voglio elencarvi le proprietà nutritive, legate alla bassissima percentuale di grassi e all’alta digeribilità, posso però parlarvi del colore rosso acceso e dell’odore crudo della carne di canguro, specie quello della varietà wallaby alta come un bimbo di 6 anni, semplicemente perché mi disturberebbe parecchio: non lo salverei neanche per quel nostalgico richiamo all’Australia che mi rimanda.

Me lo sento ancora: dolciastro, avvolgente, misto all’odore dell’auto a noleggio che sapeva di carrozzeria nuova e con cui l’avevo inizialmente confuso. No, io non lo trovo affatto forte e pungente come lo descrivono altri, l’odore del canguro è pieno e sa di un misto di fieno e zafferano con reminiscenze di funghi (e scusate se ho l’olfatto che procede per analogie).

Ora, il canguro è uno degli stereotipi legati all’Australia, ce ne saranno un 60 milioni, e, per il viaggiatore che finalmente ci arriva, avvistare il primo canguro, piccolo o grande che sia, in qualche prateria rappresenta una delle emozioni più forti.
Immaginate allora il disappunto e il dolore da bambini quando vi accorgete che il primo incontro è con le carcasse dei canguri falciati sulle strade. E non basta: cosa si sta studiando di fare in Europa? Dopo aver presentato la carne “esotica” di canguro all’estro di rinomati chef europei e italiani (i primi a Mantova, Cagliari e Fano), presto la vedremo in vendita nelle macellerie e la potrete ordinare nei supermercati.

La Macro Meats, una società sudaustraliana che commercializza carne magra di canguro da oltre 30 anni e detiene il 75% delle vendite in Australia, sta progettando un’espansione di mercato negli altri continenti inclusa l’Europa, tra l’altro sarà presente al SIAL, Salone internazionale dell’alimentazione di Parigi dal 16 al 20 ottobre 2016. In più, l’azienda ha fatto delle indagini di mercato volte persino a soddisfare i gusti franco-tedeschi che andrebbero in direzione di una consistenza decisamente più robusta dei palati australiani, i quali invece preferiscono il tenero Paroo (canguro rosso) ai grigi e più forti Mallee Roo (occidentale) e al Mulga Roo (orientale).

Purtroppo, il “saltimbocca con carne di canguro” non è più una barzelletta.

Aussie cows (foto di Annamaria, 4 agosto 2015).
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Annamaria è una fotografa anarchica nel senso che non sa fotografare e non aspira alla carriera, ma ama viaggiare e, nel tentativo di fissare negli occhi l’anima dei luoghi visitati, scatta ogni volta migliaia di inutili foto alla ricerca del momento topico.
Insegna, con più impegno e fortuna, lingua e letteratura inglese presso un liceo della riviera adriatica (trascorrendovi la stagione invernale visto che d’estate preferisce viaggiare).
Nel 2015 ha concluso il giro dei 5 continenti, visitando, tra l’altro, Singapore, il Vietnam, l’Australia e la Nuova Zelanda.